Percorso Prezi iTec 5 (4° Punto – Arte Romanica)

ARTE ROMANICA:
(Ricerca eseguita seguendo il percorso elaborato su Prezi; per vedere il nostro Prezi cliccare sul seguente link: https://h2team3.wordpress.com/2014/04/08/la4-address/ )
Il romanico è quella fase dell’arte medievale europea sviluppatasi a partire dalla fine del X secolo all’affermazione dell’arte gotica, cioè fin verso la metà del XII secolo in Francia e i primi decenni del successivo in altri paesi europei (ItaliaInghilterraGermaniaSpagna). Il termine art roman venne impiegato per la prima volta dall’archeologo francese Charles de Gerville in una missiva del 1818 al collega ed amico Arcisse de Caumont, con l’intento di contrapporre l’architettura romanza dei secoli X-XII a quella gotica, allora definitagermanica. Con il termine si voleva evidenziare il contemporaneo sviluppo delle lingue romanze e richiamare un collegamento con la monumentalità dell’architettura romana antica.
Il romanico rinnovò principalmente l’architettura e la scultura monumentale, quest’ultima applicata all’architettura stessa (come decorazione di portalicapitellilunettechiostri…). Il nuovo stile in realtà non nacque in Francia come molti pensano, ma sorse contemporaneamente in quasi tutta l’Europa, con caratteristiche comuni, che fanno dire che si tratta della medesima arte, pur con alcune differenze specifiche per ogni regione/nazione.
Ci furono uno studio e una riscoperta delle tecniche costruttive su scala monumentale dell’architettura romana (un altro collegamento evocato dal nome “romanico”), che permisero un recupero sostanziale di modelli antichi, a differenza dei precedenti recuperi “aulici” delle scuole di corte fiorite nelle epoche precedenti. In architettura vennero ripresi dall’arte antica il senso della monumentalità e della spazialità, ed usati estensivamente alcuni elementi particolari come l’arco a tutto sesto, il pilastro, la colonna e la volta.

ARCHITETTURA ROMANICA:

Innescati più circoli virtuosi nella società dell’epoca romanica, ripercossero anche sulla produzione architettonica, con murature più regolari, pietre dalla forma perfettamente squadrata, uso della copertura a volte anche su grandi spazi.
Elementi dell’architettura romanica si erano affermati in Germania già all’epoca degli imperatori ottoniani, raggiungendo la Francia (soprattutto Borgogna e Normandia) e l’Italia settentrionale, centrale (Romanico lombardo e Romanico pisano) e meridionale (Romanico pugliese).
Generalmente l’epoca romanica viene suddivisa in tre periodi: un primo romanico (intorno al 1000); una fase di maturazione (circa 10801150) che vede perfettamente sviluppato il repertorio formale dello stile; infine una terza fase (11501250), limitata all’ambito germanico e parallela al neonato Gotico francese. I principali edifici pervenutici dell’epoca romanica sono sicuramente chiese ed altri edifici religiosi, essendo quasi del tutto perduti o profondamente stravolti in epoche successive gli esempi di edilizia civile monumentale, quali rocche e castelli.
Nel XIX secolo la scuola positivista volle riconoscere come elemento qualificante dell’architettura romanica l’uso delle coperture a volta, in particolare delle volte a crociera, una semplificazione forse un po’ forzata dal voler vedere un’evoluzione lineare tra arte alto medievale e arte gotica, che non corrisponde pienamente alla realtà. Se da un lato infatti edifici chiave dell’architettura romanica quali il Duomo di Modena o San Miniato al Monte di Firenze o la chiesa Abbaziale di Saint-Etienne a Caen furono inizialmente coperti concapriate, solo in seguito sostitute da volte, dall’altro lato l’uso delle volte a crociera, sebbene su zone più piccole, era già presente fin dall’inizio dell’XI secolo in area germanica e lombarda, come nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Lomello. Anche la caratteristica dell’uso di arcate cieche sulle pareti esterne è un motivo tipico sì del romanico, ma in uso senza soluzione di continuità in certe zone europee sin dall’epoca paleocristiana.
L’impianto planimetrico più frequente delle chiese romaniche era la croce latina; la navata veniva scandita in campate ritmiche: alla campata quadrata della navata centrale in genere corrispondevano nelle navate laterali due campate pur esse quadrate ma di lato dimezzato. La cripta originariamente era limitata alla zona sottostante il coro, poi venne estesa come cripta a sala, quasi a creare una seconda chiesa inferiore. Nelle coperture delle cripte si trovano i primi tentativi di volte a crociera, che intorno all’XI secolo vennero impiegati anche nelle navate laterali. A partire dal 1080 fanno la loro comparsa nuovi tipi di copertura: volta a botte in Spagna e in Francia, spesso a sesto acuto (BorgognaPoitou); cupole (Aquitania), volta a costoloni in Lombardia e a Durhamvolta reticolare in Germania.
Per quanto riguarda le aperture e la luce, in un primo momento le chiese romaniche erano senz’altro più buie di quelle paleocristiane, per la minore presenza di finestre e la loro dimensione più piccola, retaggio dell’architettura dell’ alto cane, che non era in grado di costruire palazzi di grandi dimensioni.
A volte le pareti esterne erano scandite da arcate cieche; mentre come entrata si utilizzavano portali a strombo, arricchiti con figurazioni scultoree ricavate nello strombo stesso.

SCULTURA ROMANICA:

La scultura romanica nacque in stretto rapporto con l’architettura, decorando capitelli, architravi e archivolti di finestre e portali.
Ci fu una ripresa in più centri della scultura su scala monumentale (a Tolosa, a Moissac, a Modena, in Borgogna e nella Spagna settentrionale) a partire dall’XI secolo. Grazie a svariate influenze gli scultori crearono un repertorio del tutto nuovo, interpretando liberamente secondo sotto-scuole regionali. Si ebbero raffigurazioni del mondo animale e vegetale, oppure figurazioni e narrazioni legate ai testi sacri.
In particolare cambiò anche il pubblico che fruiva delle rappresentazioni, non essendo più una ristretta élite ecclesiastica o imperiale, ma un ben più ampio bacino di persone di strati sociali e culturali diversi.
I principali scultori in Italia furono Wiligelmo, attivo sicuramente al ModenaNonantola e forse Cremona (e alcuni membri della sua bottega anche a Piacenza), Nicholaus (Sacra di San MicheleSant’Eufemia aPiacenzaCattedrale di PiacenzaFerraraVerona, forse anche a Parma) e, allo scadere del secolo XII, Benedetto Antelami, che si firmò esplicitamente nella lastra della Deposizione del 1178, già parte di un pulpito, ora murata nella Cattedrale di Parma, più cripticamente nel Battistero, sempre a Parma, iniziato nel 1196. Numerose sono le opere riconducibili agli allievi dell’Antelami, come i Mesi del Maestro dei Mesi, già su un portale distrutto della Cattedrale di Ferrara.

PITTURA ROMANICA:
Con il termine pittura romanica si suole definire tutte quelle forme artistiche manifestatesi nell’Europa occidentale e centrale all’incirca tra la metà dell’XI secolo e la metà del XII secolo, con sensibili variazioni da una regione all’altra.
Otto Demus, non potendo avvalersi di raffronti stilistici validi per tutta Europa, scelse, per determinare l’inizio della pittura romanica, una serie di date comprese entro il terzo quarto dell’XI secolo, subì un inarrestabile processo di disgregazione e svuotamento; con momenti e aspetti particolari nei diversi paesi, che vanno dal manierismo (il cosiddetto Zackenstil in Germania e Austria, prolungatosi fino alla fine del Duecento), ad un nuovo classicismo (il cosiddetto «stile 1200»), fino all’accentuazione del mai perduto influsso bizantino.
In Umbria gli affreschi della chiesa di San Pietro in Valle a Ferentillo con Storie dell’Antico Testamento (fine dell’XII secolo), mostrano un plasticismo ed una espressività di influenza classicheggiante che non hanno riscontro nella coeva pittura su tavola, rappresentata dalle croci lignee sagomate, di severa ieraticità con la raffigurazione del Christus triumphans, prima della svolta iconografica di fine del XII secolo dei drammatici Cristi morenti (Christus patiens).
La pittura romanica presenta una sensibilità tormentata che rappresenta soprattutto i temi più drammatici della religione: pene infernali, vizi, apocalissigiudizio universale.

Fonti: Wikipedia

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